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Fornitori: Sistemi di identificazione in combattimento (CID)
Tecnologie avanzate a infrarossi e laser per applicazioni militari e di difesa di importanza critica
Combat Identification Systems (CID): Thermal and IR Solutions for Multidomain Defense Operations
Il campo di battaglia moderno è un ambiente sempre più saturo in cui manovre ad alto ritmo, minacce asimmetriche e visibilità ridotta convergono per aumentare il rischio di fuoco amico. In questo contesto, un sistema di identificazione in combattimento (CID) sul campo di battaglia non è più un lusso: è un prerequisito per il successo della missione. A differenza del tradizionale sistema di identificazione in combattimento IFF (Identification Friend or Foe), che si riferisce specificamente ai sistemi di interrogazione radar basati su transponder nell’aviazione, il CID in un contesto terrestre o marittimo si concentra sul garantire un’identificazione positiva rapida e ripetibile attraverso i sensori effettivamente impiegati dagli operatori tattici.
La definizione di un kit di identificazione in combattimento richiede una profonda comprensione dello spettro elettromagnetico, che va dal vicino infrarosso (NIR) all’infrarosso a onde lunghe (LWIR). I requisiti moderni si sono ampliati fino a includere le capacità dell’infrarosso a onde corte (SWIR), poiché l’SWIR offre un netto vantaggio nell’identificazione di marcatori amici attraverso specifici tipi di vetro e foschia atmosferica che potrebbero altrimenti occludere le firme NIR o termiche. Un CID efficace non riguarda tanto un singolo dispositivo quanto piuttosto un sistema a più livelli che si integra con l’attuale dottrina militare e le suite di sensori.
Implementazione del sistema CID multidominio
Sistemi di identificazione in combattimento per il soldato appiedato
Per le forze appiedate, il sistema di identificazione in combattimento per il soldato appiedato deve risolvere il conflitto tra peso e leggibilità. Queste soluzioni sono classificate come articoli indossabili e consumabili: devono resistere ad abrasioni estreme, fango e sudore, pur rimanendo leggibili attraverso i visori notturni (NVG) e i mirini termici alleati.
Gli approcci tecnici variano a seconda della banda spettrale. I componenti comuni includono un segnalatore NIR a bassa potenza o un marcatore IR visibile agli NVG, insieme a linguette IR a basso profilo e patch a contrasto termico. A differenza degli emettitori attivi, questi marcatori passivi utilizzano la gestione dell’emissività: il tasso differenziale controllato con cui una superficie irradia energia infrarossa rispetto al suo ambiente. I team di approvvigionamento devono garantire che un marcatore IR indossabile rimanga riconoscibile da più angolazioni e su sfondi urbani o di vegetazione variabili. Inoltre, tutti i dispositivi elettronici indossati dai soldati devono soddisfare gli standard MIL-STD-810H per garantire l’affidabilità in condizioni di forti vibrazioni ed esposizione all’umidità.
Veicoli corazzati e carri armati (MBT): il pannello di identificazione da combattimento (CIP)
Sulle piattaforme corazzate, il CID deve essere dimensionato per soddisfare le distanze di ingaggio a lungo raggio e superare le tracce termiche estreme generate dai pennacchi di scarico e dai cingoli. La soluzione principale per le piattaforme terrestri è il Pannello di identificazione da combattimento (CIP). Le specifiche dell’esercito relative a un pannello di identificazione da combattimento prevedono solitamente pannelli termici ad alto contrasto che appaiono come un chiaro motivo freddo o caldo attraverso i mirini termici.
Esistono diversi tipi di pannelli di identificazione da combattimento, compresi i pannelli passivi che si basano su materiali a bassa emissività e gli emettitori alimentati che forniscono una firma più chiara a distanze estese. Per garantire l’interoperabilità durante le manovre di coalizione, questi sistemi devono essere conformi allo STANAG 2129, lo standard NATO per l’identificazione delle forze terrestri. Il posizionamento è fondamentale: il Joint Combat Identification Marking System (JCIMS) richiede che i pannelli siano posizionati in modo da evitare l’occlusione da parte di spazi di stivaggio o piastrelle di blindatura reattiva. Gli ingegneri devono definire un campo visivo a 360 gradi per garantire la visibilità durante le manovre ravvicinate e la copertura di sorveglianza in movimento, dove le unità amiche possono attraversare rapidamente la linea di fuoco.
Identificazione IR per velivoli ad ala fissa e ad ala rotante
Le operazioni aria-terra comprimono i cicli decisionali, richiedendo soluzioni di combattimento per l’identificazione IR che siano leggibili dagli equipaggi tramite pod di puntamento EO/IR e display montati sul casco. Le operazioni con velivoli ad ala rotante traggono vantaggio da un radiofaro IFF termico o da radiofari NIR codificati che aiutano gli equipaggi a distinguere le unità amiche dai non combattenti in terreni misti. Questi emettitori devono essere progettati per evitare il blooming o la saturazione dei sensori ad alto guadagno.
Le piattaforme ad ala fissa, che operano a quote più elevate e a distanze oblique maggiori, si affidano a sistemi ottici di identificazione in combattimento che forniscono un motivo geometrico distintivo o un segnale codificato. Poiché gli operatori di velivoli ad ala fissa utilizzano spesso pod MWIR e LWIR, il CID deve essere in grado di “leggere” attraverso condizioni atmosferiche variabili. L’integrazione con le procedure del Joint Terminal Attack Controller (JTAC) è obbligatoria: se un indicatore è destinato alla conferma di alleati, deve essere visibile nella specifica banda spettrale utilizzata dal pod dell’aeromobile durante la sua orbita.
Approvvigionamento tecnico e verifica ambientale
Ambienti contesi e gestione della firma
Le prestazioni dei CID termici possono degradarsi rapidamente in ambienti ad alta umidità o con elevata presenza di disturbi. L’approvvigionamento deve andare oltre la potenza di uscita grezza e specificare criteri di riconoscimento basati su soglie di contrasto. Ciò è particolarmente vitale per l’identificazione in combattimento basata su radio e per i segnali ottici che devono funzionare attraverso fumo, polvere e aerosol del campo di battaglia.
La gestione della firma è un ostacolo ingegneristico critico. I radiofari IR attivi creano un paradosso di rilevamento: pur aiutando le forze amiche, possono esporre l’utente ai sensori nemici. Le specifiche avanzate dovrebbero includere intensità regolabile, cicli di funzionamento limitati e codifica/modulazione sofisticate. Ciò garantisce che il sistema fornisca un’identificazione altamente affidabile per gli alleati senza diventare un indicatore di bersaglio per l’avversario.
Standard e interoperabilità
L’hardware CID si colloca all’incrocio tra ottica, robustezza e politica. Oltre allo standard MIL-STD-810H per la resistenza ambientale, i sistemi devono essere verificati rispetto a sensori rappresentativi, comprese diverse generazioni di visori notturni (NVG) e termocamere. Il controllo della configurazione è essenziale: le versioni del firmware per i segnalatori codificati e le varianti dei filtri ottici devono essere documentate per prevenire errori di interoperabilità sul campo.
Selezione di un fornitore di sistemi di identificazione da combattimento
L’elenco nella parte superiore di questa pagina presenta i principali produttori mondiali di sistemi CID, inclusi i segnalatori termici e IR, e costituisce la risorsa primaria per la qualificazione dei fornitori in base a specifici requisiti di missione o di applicazione. Quando si acquista un sistema di identificazione in combattimento sul campo di battaglia, è fondamentale selezionare partner in grado di dimostrare una qualità di produzione ripetibile e la conformità a standard internazionali quali lo STANAG 2129. Questi fornitori offrono la competenza tecnica necessaria per integrare i sistemi CID in complessi contesti di difesa multidominio.





